{#12} I giorni del virus /3

In questo numero:

- Una stretta di gomito
- Errezzero: il nostro canale Telegram
- Letture consigliate
- Videoascolti consigliati
- Ciao Luca, ciao Sergio
“Senza un’accurata documentazione del passato, come possiamo aspettarci che uomini e donne non facciano errori seri in futuro?”
I libri di Bokonon

Kurt Vonnegut, Ghiaccio-nove

Care lettrici e cari lettori

oggi più che mai ci appare illuminante la saggezza del vecchio Bokonon, che ci rassicura dei fallimenti che sono stati e che saranno. Errare è umano, e cosi sia.

I mesi che ci lasciamo alle spalle sono stati a dir poco intensi, vi invitiamo dunque ad accompagnarci in un piccolo esercizio di respirazione per rilassare un attimo corpo e mente, prima di immergervi negli approfondimenti che vi proponiamo sotto. Leggete tutto, al via chiudete gli occhi e applicate le istruzioni: svuotate la testa e la pancia, inspirate un poco d’aria (cercate di concentrarvi sul ventre piuttosto che sul petto), e pensate le vocali una alla volta per almeno 5 secondi, o il tempo di una vostra espirazione:

inspiro
‘aaaaaaa’
inspiro
‘eeeeeee’
inspiro
‘iiiiiii’
inspiro
‘ooooooo’
inspiro
‘uuuuuuu’

respiro normalmente (inspiro-espiro)

VIA!

Speriamo che ora potrete godervi con un cucchiaino di serenità in più le novelle di questa newsletter. Troverete strade da esplorare con gli occhi e con le orecchie, in attesa di tornare tutt* insieme ad animare le strade delle nostre città. Sulle modalità che prenderà questo “ritorno all’(a)normalità” si discute parecchio. Gli scenari possibili, auspicabili, distopici, popolano la fantasia e la realtà dei discorsi mediatici. Spunti creativi e preziosi possono apparire dove non ve lo aspettereste, ma per ora non spoileriamo nulla.

Buon divertimento!

EXTEMPORANEA

P.S. aiutateci a diffondere questo virus extemporaneo via il link d’iscrizione alla newsletter. Promettiamo di essere poco meno letali dell’influenza stagionale.

Errezzero in aumento… dubbie le sorti del mondo!

È a Telegram che anche la comunità di eXtemporanea ha deciso di rivolgersi per la creazione di un nuovo canale di comunicazione, a cui potrete iscrivervi tramite questo link. Speriamo di riuscire a contagiare un po’ di Suscettibili in più grazie a questo nuovo progetto, in cui ci buttiamo senza neanche un social media manager professionale, solo tanta buona volontà volontaria. Un’avventura in pieno stile “extemporaneo” insomma. Troverete aggiornamenti sugli ultimi contenuti del blog, podcast, newsletter, attività dei membri della community, proposte di libere letture (stay tuned…!), e chissà quali altre bizzarrerie.

Consigli di lettura

  • Guida grafica ai vaccini: un breve articolo scientifico che propone visualizzazioni chiare e accurate dell’attuale “corsa al vaccino”, soprattutto dal punto di vista tecnico (come funzionano) ma anche di che tipo di finanziamento si tratta
  • Medicine alternative: la crisi sanitaria mette in luce parecchie zone d’ombra nella struttura del nostro SSN, al di là delle difficoltà nella gestione dell’emergenza, così come delle condizioni di ricerca in ambito medico, scientifico, tecnologico, e non solo. Per ripensare diversamente, in maniera inclusiva, accessibile, non competitiva, delle nozioni-chiave quali “cura” e “salute”, possiamo guardare sia ad ovest che ad est.
  • Ecologia dei dati: un articolo di Salvatore Iaconesi, membro del duo artistico/hacktivistico Iaconesi-Persico condivide riflessioni politiche e personali sugli onnipresenti imprescindibili “dati” che sono il nuovo petrolio.
  • Storie ai margini: dalle trascurate questioni transgender e disabilità alla necessità di rifiutare il distanziamento sociale in nome della
    “distanza fisica, unità sociale” – virtuoso slogan che arriva dal Kerala (qui trovate una traduzione in italiano) – per non dimenticare che le voci che chiedono solidarietà sono tante e diverse, e adesso soprattutto avremmo bisogno di rafforzare la coesione di un tessuto sociale già troppo fragile, invece che aumentare l’invisibilizzazione di certi gruppi. L’introduzione in Italia di una “medicina di genere” è un passo nella giusta direzione.
  • Un caso italiano: la Lombardia: emblematico, e non, del quadro di salute nazionale o delle principali sfide che rappresenta il SARS-CoV-2 per i sistemi sanitari di tutto il mondo, ecco una dettagliata analisi di cosa hanno significato gli ultimi mesi per la Lombardia, un confronto delle differenze strutturali e di gestione dell’emergenza con il Veneto e anche con il Portogallo che, in contrasto con la linea di condotta generale italiana, si è affidato soprattutto a interventi territoriali.
  • Prospettive africane: “Le famiglie devono pensare come epidemiologi, ma allo stesso modo gli epidemiologi devono pensare come famiglie” è la conclusione di un articolo sulle lezioni che è possibile trarre dalle esperienze con il virus Ebola in Africa, mentre qui le riflessioni di un’attivista per una ONG dall’Angola. Concludiamo con un bellissimo progetto di mappatura del vissuto del lockdown dal Sudafrica, realizzato da un gruppo di ricerca universitario.

Consigli di ascolto

Nausicaä. Vivere tra le rovine

Abbiamo scoperto con meraviglia un recente esperimento radiofonico del Teatro India di Roma, dedicato alla principessa di Hayao Miyazaki amante della vita (e specialmente degli insetti) e ispirato all’ultima pubblicazione della filosofa/scienziata Donna Haraway. Trovate tutte e 7 le puntate del podcast su Spreaker, introdotte da alcuni quesiti: “Come si esercita l’arte di vivere su un pianeta danneggiato? Quali mondeggiamenti è possibile sognare e praticare in quest’epoca segnata dalle retoriche dell’apocalisse? Come creare alleanze per costruire luoghi rifugio, e mettere in campo una resistenza generativa? Sono alcune delle domande da cui nasce la rubrica settimanale Nausicaä. Vivere tra le rovine”. Noi suggeriamo, sulla scia di Haraway, che le risposte non possano essere che parziali forme di recupero e di rifugio.

Storie al telefono

Un’iniziativa dal basso che raccoglie contributi audio registrati da attori e attrici professionisti, bambini, dilettanti, appassionate della lettura che desiderano condividere brevi estratti dal loro telefono. I contenuti sono diffusi tramite il canale Telegram di Storie al telefono, qui trovate una presentazione e una raccolta di esempi da ascoltare.

Tavola videotonda #2

Proseguono le “chiacchierate convirali” su temi come il trattamento farmacologico delle persone affette da COVID-19, prospettive di cura (vaccino? antivirali?) e prevenzione.

Ciao Luca, ciao Sergio

Nell’arco di due settimane sono mancate due persone che ci sono state molto care: Luca e Sergio. Entrambi parte vitale di quel vasto ecosistema che è Festivaletteratura: il primo sul versante della programmazione e della rappresentanza del festival, il secondo su quello della manutenzione pratica e logistica. Mente e corpo, ben coordinati. Serbiamo di loro molti ricordi, anche intimi, che terremo per noi.

Solo una piccola riflessione “ecosistemica”. L’anno scorso a Scienceground abbiamo parlato dei microbi e delle loro interazioni reciproche. Sotto la lente d’ingrandimento del microscopio, l’idea di una fauna microbica che vive in simbiosi con le cellule del corpo umano sta pian piano sostituendo quella dell’“identità” di una persona: come facciamo a dire quali cellule sono nostre, se poi tutti e cinque (sei? sette?) i nostri sensi sono mediati da tanti piccoli corpuscoli che consideriamo “estranei”?

Possiamo anche girare la lente e ribaltare l’ingrandimento. Alla luce del “macroscopio”, invece di considerarci tutti singoli individui possiamo pensarci come terminali di relazioni con i macrobi: persone, istituzioni, enti, corpi, idee etc., che in parte ci definiscono. E di cui siamo i microbi… D’altra parte lo facciamo tutti, inconsapevolmente: giudichiamo le persone sia per come si comportano con noi, sia per il tipo di “fauna umana” che si portano appresso (amicizie, colleghi etc.), sia per come “stanno al mondo” rispetto ad altre istituzioni (famiglia, lavoro, stato, chiese, mafie etc.). Non è ipocrisia, e anzi è stato ipocrita farci credere che potessimo abitare un mondo in cui ognuno può fare da sé.

Veramente incredibile però è il cortocircuito che stiamo toccando con mano in questi giorni: è quasi impossibile distinguere tra microbi e macrobi! Tra il virus e i portatori del virus, tra il contagio e i modelli del contagio, tra la malattia personale e il sistema di salute pubblica.

Con Luca e Sergio l’ecosistema perde alcune competenze ineguagliabili, facce opposte della stessa medaglia. Da un lato la saggezza e bonarietà – a tratti meravigliosamente ingenua – di chi riusciva a conciliare qualsiasi spirito. Dall’altro l’arte del saper fare con le mani e del sapersi raccontare – a tratti un po’ estenuante… Qualche microbo se li è portati via: e sìa. Il tratto però che univa Luca e Sergio è quello di aver saputo coltivare una fauna macrobica sana, robusta, e fertile, che gli sopravviverà a lungo. E che in qualche senso “macrobiologico” sono una parte importante della loro persona.

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