Algoritmo umano colpisce ancora: dubbie le sorti del mondo!

Quando dopo un miliardo di anni di storia evolutiva i cianobatteri impararono a estrarre elettroni dall’acqua, l’atmosfera fu lentamente invasa del residuo di reazione, un pericoloso gas tossico: l’ossigeno. Durante la “Grande Ossidazione” sappiamo che qualche cellula imparò prima a proteggersi, poi a utilizzare l’ossigeno, e infine a respirare. Da lì è un passo alla comparsa della specie umana (si veda [Sandal, 2019] per una esposizione divulgativa).

Oggi già esistono batteri e organismi in grado di metabolizzare la plastica e gli altri prodotti degli idrocarburi. Forse saranno loro a far partire una nuova vita, in una nuova atmosfera, quando l’endling umano avrà già da lungo calcato il suolo terrestre. In bocca al lupo a tutti loro!

L’estinzione delle specie certo ci spaventa. Specie della nostra. Ma forse più della fine stessa ci preoccupa il come finiremo. Matteo Meschiari, ne La Grande Estinzione (2020), denuncia l’estinzione di un immaginario collettivo come strumento di sopravvivenza. O forse direttamente della collettività.

Che cosa sta sparendo? E cosa compare al suo posto? Basta davvero un gioco che ribadisca che c’era un immaginario condiviso, lo si può ancora ricostruire, è divertente e necessario farlo insieme? Saranno le distanze culturali, generazionali, materiali a prevalere, o magari la vocazione intrinsecamente ibrida dei nostri paesaggi?… Read the rest

Scienza, Guerra, Società. Kick-off

29 gennaio, evento kick-off: fondi di ricerca e tecnologie dual-use

L’uomo è l’unica specie animale che commette omicidio intraspecifico: uccide i propri simili. Secondo gli etologi, i due fattori cruciali che hanno determinato questa particolare “evoluzione” sono il linguaggio e la tecnologia.

Il linguaggio permette di disumanizzare il nemico, che diventa una bestia, una zecca. Il linguaggio è fondamentale nella guerra per veicolare le ideologie, in particolare l’ideologia della superiorità di un gruppo rispetto ad un altro.

La tecnologia bellica è quell’insieme di forme di ricerca di base e applicata per inibire la nostra resistenza ad uccidere: ci allontano dal nemico, permettono la sua disumanizzazione.

Che tipo di tecnologia una società chiede di sviluppare può forse influenzare la sua propensione alla guerra o all’egemonia, e viceversa.

Per questo nel primo incontro abbiamo parlato di fondi e progetti di ricerca.

Nicola di Iorio, dottore in chimica ora impiegato presso l’ambito Ricerca e Finanziamenti Competitivi dell’Università di Bologna, ci ha spiegato quali sono e come funzionano i principali fondi di ricerca, soprattutto il programma Horizon dell’Unione Europea. Se le tecnologie sono duali, significa che non sempre le applicazioni militari scaturiscono da investimenti dei dipartimenti di difesa. C’è dunque qualche seme di “dualità” già negli obiettivi e nell’organizzazione dei finanziamenti pubblici e civili?… Read the rest

{Fanzine#5} That’s symbiosis, baby: arte, biologia e altre storie

Questo è il quinto articolo della nostra fanzine dedicata ai MICROBI, il tema che abbiamo affrontato a Scienceground 1.5. Trovi gli altri articoli e l’indice della fanzine qui:

  1. Un segnale nel rumore
  2. Gioco in società: il Dottor Semmelweis
  3. Gli infetti della Terra
  4. Intessere mondi
  5. That’s symbiosis, baby: arte, biologia e altre storie

[Illustrazioni di Enrico Salvador (fumetto), Cinzia Delnevo e fotografia di Leone Contini]

Intervista a Scott Gilbert, biologo evoluzionista e storico della scienza.

Venezia, un tardo pomeriggio di fine estate. È in corso la 58esima edizione della Biennale d’arte dal titolo May you live in interesting times, traduzione di una celebre maledizione cinese. Per parlare di questi tempi interessanti incontriamo in un bar dei Giardini della Biennale Scott Gilbert, embriologo e biologo evoluzionista. Non solo: Gilbert si occupa di storia e filosofia della biologia, ma anche di arte e di religione e ama tracciare connessioni inattese, raccontare storie sempre nuove. Così arriva entusiasta con il volantino del padiglione dei Paesi del Nord, Weather Report: Forecasting Future. Noi accendiamo il nostro registratore.

Anzitutto spiegaci cos’è questo volantino. C’entra col fatto che nel tuo articolo Understories: a common ground for Art and Science (Gilbert, 2019) ti sei chiesto se arte e scienza possono cooperare per salvarci dai danni che stiamo facendo al pianeta?Read the rest

{Fanzine#4} Intessere mondi

Questo è il quarto articolo della nostra fanzine dedicata ai MICROBI, il tema che abbiamo affrontato a Scienceground 1.5. Trovi gli altri articoli e l’indice della fanzine qui:

  1. Un segnale nel rumore
  2. Gioco in società: il Dottor Semmelweis
  3. Gli infetti della Terra
  4. Intessere mondi
  5. That’s symbiosis, baby: arte, biologia e altre storie

[Illustrazione di Damiano Fraccaro]

Proponiamo una traduzione e sintesi dell’ultimo capitolo della tesi di dottorato di César Henrique Giraldo Herrera (Herrera, 2018)

Le popolazioni amerindie che hanno vissuto l’incontro colombiano (tra di loro, i Taino e i Callinago) avevano sviluppato forme di conoscenza naturale e pratiche mediche che si identificavano con lo sciamanesimo. L’ontologia sciamanica è profondamente diversa da quella occidentale e cristiana, ma proprio ai primi missionari è toccato il compito di tradurre le nozioni amerindie nel linguaggio delle loro categorie, all’interno dell’organizzazione della conversione. In particolare i missionari sono responsabili della classificazione dello sciamanesimo come forma di religione e quindi dell’interpretazione di alcune entità sciamaniche come spiriti maligni o demoni. L’antropologia, che ha le sue radici nei rapporti dei missionari, ha ereditato le loro strutture concettuali.

Oggi la microbiologia potrebbe aiutare a comprendere le caratteristiche della cultura sciamanica in modo più rispettoso del contesto ontologico, epistemologico e operativo, riconoscendole singolari anticipazioni di nozioni che la microbiologia e la biomedicina stanno sviluppando circa la conoscenza dei microbi, della nostra relazione con loro, e dell’interpretazione e cura delle malattie.… Read the rest

{Fanzine#3} Gli Infetti della Terra

Questo è il terzo articolo della nostra fanzine dedicata ai MICROBI, il tema che abbiamo affrontato a Scienceground 1.5. Trovi gli altri articoli e l’indice della fanzine qui:

  1. Un segnale nel rumore
  2. Gioco in società: il Dottor Semmelweis
  3. Gli infetti della Terra
  4. Intessere mondi
  5. That’s symbiosis, baby: arte, biologia e altre storie

[Illustrazione di Nello Alfonso Marotta]

«That is why we must put the DDT which destroys parasites, the bearers of disease, on the same level as the Christian religion which wages war on embryonic heresies and instincts, and on evil as yet unborn. The recession of yellow fever and the advance of evangelization form part of the same balance sheet.»

Franz Fanon, The Wretched of the Earth (Fanon, 1963)

Trentaquattro anni dopo Ignàc Semmelweis, e quarantatrè prima de Il Dottor Semmelweis di Céline (Céline, 1924), in Francia Louis Pasteur e colleghi si servirono del concetto di “microbo” per dare validità alla teoria del contagio e produrre i primi vaccini. Il nome “Pasteur” è ora quello di uno dei più grandi scienziati mai vissuti.

Come riuscì “Pasteur” ad avere successo là dove “Semmelweis” fallì?

Attraverso le pagine del saggio di Bruno Latour The pasteurization of France (Latour, 1988) e vari altri testi tentiamo di confrontare i percorsi (anti)paralleli di queste due figure.… Read the rest

{Fanzine#2} Gioco in società: il Dottor Semmelweis

Questo è il secondo articolo della nostra fanzine dedicata ai MICROBI, il tema che abbiamo affrontato a Scienceground 1.5. Trovi gli altri articoli e l’indice della fanzine qui:

  1. Un segnale nel rumore
  2. Gioco in società: il Dottor Semmelweis
  3. Gli infetti della Terra
  4. Intessere mondi
  5. That’s symbiosis, baby: arte, biologia e altre storie

[Illustrazioni di Darco Mal Prà]

C’è una lavagna nell’angolo ombreggiato del cortile, sopra c’è scritto “dr. Semmelweis h10” in bella grafia. Le persone sedute attorno sono tante da mettere un sorriso, e tutte intente a guardare tredici pollici di schermo appoggiato su uno sgabello: scorre il video di una partita di GO, nessuno ci sa giocare. Così, quando chiediamo chi sta vincendo, rimbalzano le idee più fantasiose finché non arriva la sentenza: «non possiamo dirlo se non sappiamo le regole». La scienza sta qui: si tratta di giocare un gioco di cui non si sanno le regole, e tentare di immaginarle. Lo ha fatto anche il protagonista del libro che leggiamo oggi, confrontandosi con un’avversaria che poi, in varie forme, è quella di tutti: la morte.

Il dottor Ignác Semmelweis nasce all’inizio dell’800 in Ungheria, ma per i suoi studi e il suo mestiere di medico si trasferirà presto a Vienna, dove per una serie di coincidenze sarà assegnato al reparto maternità della clinica del dottor Klin (come lo chiama Céline) e si troverà ad osservare “l’esperimento perfetto”.… Read the rest

Guerra e pace: batteri, virus, epidemie

[Bruno Giorgini per scienceground.it]

L’estinzione alla fine del periodo geologico Permiano, che corre da circa 300 a 250 milioni di anni fa, fu innescata con tutta probabilità da un cambiamento climatico. L’evento durò tra i cento e i duecentomila anni, alla fine dei quali il 90% delle specie viventi sul pianeta era scomparso, annichilito. Ora cosa abbia portato a una strage di così grandi dimensioni non è del tutto chiaro. Quasi certamente ha contribuito una serie di concause, tra cui l’azione dei batteri. Più precisamente il riscaldamento degli oceani avrebbe favorito la crescita di batteri solforiduttori che producono idrogeno solforato, altamente velenoso per la maggior parte delle forme di vita. Così questi micidiali batteri proliferarono nelle acque, distruggendo quasi tutta la fauna marina, poi filtrarono nell’atmosfera e fu la volta dei viventi che volavano, dagli insetti agli uccelli: forse la prima grande pandemia batterica della storia evolutiva della terra, certamente la prima che noi umani abbiamo ricostruito. Oggi combattiamo le infezioni batteriche con gli antibiotici, su cui il discorso diventa delicato perchè i batteri sviluppano capacità di resistenza ai farmaci, e l’uso eccessivo di antibiotici può produrre più guai di quanti vorrebbe risolverne.

Adesso andiamo in California negli anni ’80 del secolo scorso a trovare i 22 condor – i più grandi volatili dell’America del Nord – rimasti, a rischio estinzione.… Read the rest